Raccontare la storia

La storia si può raccontare in molti modi: sui libri di testo, con racconti, con film e documentari e con l'arte.

La storia di mio padre Ferdinando Valletti è stata raccontata in tutti e tre i modi ed le opere prodotte sono li a testimoniare come un giovane uomo di indiscusso valore morale, con tanta voglia di vivere e di ritornare a casa, se la cavò in uno dei luoghi più terribili tra i campi di sterminio nazisti, Gusen II:

Quel giovane aveva un grande cuore e coltivava passioni, quella per la sua famiglia, quella per il suo lavoro e la sua patria e quella per la sua squadra di calcio, il Milan. Fu così che nel momento peggiore della sua vita, quando ebbe sentore che forse non ce l'avrebbe fatta a tornare a casa, mise a frutto tutte e tre queste passioni e ne venne fuori..

Non ebbe paura di accettare di giocare a pallone nella squadra delle SS, pesava solo 39 chili, ma decise di osare, pur sapendo che se avesse fallito di lui non si sarebbe saputo più nulla.

Ce la fece, giocò come non aveva mai fatto, a piedi nudi su un campo di terra, negli occhi aveva la sua famiglia e quella bimba che non aveva ancora visto.. ottenne il posto in squadra come riserva, si salvò e salvò anche altri compagni.

La fortuna aiuta gli audaci, le persone dal grande cuore, coloro che tenacemente mettono in campo tutte le loro risorse. Mio padre era così a 20 anni e rimase così fino a quando di anni ne ebbe 86. Poi decise che era giuntoil momento di smettere di lottare!

Il mio libro DEPORTATO I 57633 VOGLIA DI NON MORIRE (stampato)
in formato digitale E-BOOK

la scultura Raku di Angelo Melaranci

Il documentario di Mauro Quattrina che ha lo stesso titolo del libro

Manuela Valletti